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martedì 23 luglio 2013

COMUNICATO STAMPA MOVIMENTO NO TEM: SULLA TEM INFORMAZIONE MANIPOLATA

In Italia esiste un oggettivo problema di manipolazione dell'informazione. I mass media (che si sia in ambito nazionale, regionale o locale) troppo spesso agiscono più per compiacere il potere che per controllarlo.
Le grandi opere sono un esempio evidente di questa tendenza. Un po' ovunque nel Paese si cerca di far passare progetti dannosi per il territorio, antieconomici ed espressione di un modello di sviluppo arretrato come soluzioni moderne ed efficaci da contrapporre alla crisi dell'economia.
Nella nostra zona possiamo portare l'esempio della TEM, opera ad altissimo impatto ambientale, che comporterebbe la perdita di ampie pozioni di terreno verde ed un aumento di traffico, rumore ed inquinamento a ridosso di numerosi centri abitati senza generare nessun beneficio per i cittadini. La Tangenziale Est Esterna non piace agli abitanti delle zone che dovrebbero esserne attraversate, ma è fortemente voluta da chi vuole speculare sul territorio. Sulla stampa e sulle televisioni locali però, spesso le notizia vengono riportate in modo da far apparire le cose diversamente, sia nel descrivere l'opera in sé, sia nel raccontare le reazioni della popolazione.

Qui di seguito riportiamo un comunicato stampa del Movimento No Tem emesso ieri ed avente come argomento proprio il comportamento scorretto dei mezzi di informazione.
Lo condividiamo e riteniamo che dovrebbe essere diffuso il più possibile, perché le persone hanno diritto di sapere come stanno realmente le cose.

COMUNICATO STAMPA DEL MOVIMENTO NO TEM
Dopo aver visto i vergognosi  servizi del TG Antenna 3 e Telicity 7 gold e gli  articoli pubblicati dall’agenzia di stampa Agenord relativamente all’assemblea pubblica che si è tenuta a Vizzolo Predabissi mercoledì, e costernati dalla palese manipolazione dei fatti, riteniamo  doveroso  informare I cittadini, a partire dal Sindaco Mario Mazza, le persone intervenute all’assemblea, e tutti coloro che seguono le vicende legate alla TEM, sulle mistificazioni di una stampa contigua e connivente con chi depreda i Beni e le finanze pubbliche arruolata a recepire incondizionatamente gli “ordini di stampa “del regime dell'asfalto.
Non parliamo della clamorosa partigianeria dei servizi creati ad hoc dall'Ufficio Comunicazione di Tangenziale Esterna SpA, perché ovviamente quelli fanno il loro sporco lavoro, ovvero vendere il loro pacchetto, ma appunto dei servizi dove tutto si vede e si legge tranne ciò che è successo realmente in sala.
Oggi non ci interessa spiegare le ragioni della nostra contrarietà all’opera, ma ristabilire un minimo di verità giornanlistica. All’Assemblea c’erano circa 100 persone, di cui almeno 50  provenienti dalle realta'  NO TEM. Erano presenti Legambiente, Associazione Parco Sud e WWF, ormai nemmeno di loro si dà più notizia. Ci fa piacere averli tra i dissidenti.
Gli interventi dei SI-TEM sono stati 4, come il numero di persone presenti ad affiggere I loro striscioni, fuori dalla sala, ad assemblea già iniziata ,forse grazie ad una regia ben architettata. I servizi televisivi si sono  “dimenticati” delle tante, troppe, voci contrarie, alle quali alla luce anche dei tanti applausi ricevuti sarebbe stato normale e democratico fare qualche domanda.
Forse I giornalisti avrebbero potuto porre ai vertici di TEM qualcuna delle domande a cui non hanno dato risposta, a partire da quella sui loro emolumenti annuali, che inspiegabilmente aumentano ad ogni bilancio.
Vi ricordate il MinCulPop? Quelli visti a VIzzolo l’altra sera paiono omuncoli prezzolati, mandati in giro a far riprese ad uso e consumo del padrone e quando la realtà offre qualcosa di diverso da raccontare, spengono microfoni e telecamere e si attengono alle “veline” impartite.

Noi ce lo ricordiamo  bene , cosa fu il Ministero della Cultura Popolare istituito nel 1937..

venerdì 5 luglio 2013

TEM: VOGLIONO APRIRE UNA CAVA A VIZZOLO PREDABISSI


Trascriviamo di seguito la riflessione di un caro amico e compagno (si può scrivere compagno?) di lotta contro la TEM: CAVA A VIZZOLO? NO GRAZIE 

Apprendo dal Cittadino che nel consiglio comunale del 19 giugno il Sindaco di Vizzolo Predabissi ha dato comunicazione che nel territorio Comunale sarà realizzata una “ cava di prestito” a favore della TEM per un milione di metri cubi di terreno 

Premetto che la precedente amministrazione Comunale, di Vizzolo Predabissi, a differenza di tutti gli altri comuni interessati, non firmò, nel 2007 , l'accordo di programma che dette il via libera alla TEM ( TANGENZIALE EST ESTERNA) in cambio delle cosiddette opere compensative, in quanto contraria al progetto TEM .

I lavori della TEM, hanno poi proseguito il loro infausto corso e tutti possono avere un'idea della devastazione ambientale che questa opera sta portando al territorio. Ovviamente di opere compensative non se ne vedono ed anche quelle urgenti, come la cosiddetta bretella Cerca Binasca a Melegnano o, per quanta riguarda il nostro territorio , la rotonda sul pericoloso incrocio a raso all'uscita di Casalmaiocco non sono state realizzate , né si sa quando lo saranno e se lo saranno . Così come non si sa più nulla delle decine di piste ciclabili promesse, di corridoi verdi, di futuribili parchi, di strade compensative volute dai vari sindaci, né di metropolitane per collegare il sud Milano con la città e potrei continuare .Tutte promesse che difficilmente saranno realizzate. 

Apprendo dunque, con molta amarezzsa e stupore, che ,proprio nel Comune dove per molti anni la passata Amministrazione, compatta, aveva combattuto per contrastare la TEM, non solo quest'opera sarà realizzata , come previsto, con tanto di svincolo, casello e viadotto sul Lambro , ma addirittura viene realizzata una cava enorme che darà il materiale per realizzare la TEM stessa. Mi sembra proprio che in questo caso si possa dire che “ oltre al danno anche la beffa.” Questa cava è una ulteriore offesa al territorio e a tutti i cittadini che stanno già subendo e subiranno troppo. 

Mi chiedo: ma non bastava già quel tratto della TEM così impattante sul nostro territorio? I cittadini di Casalmaiocco , Vizzolo, Dresano e Sordio non hanno già dato abbastanza in termini di vivibilità, con il transito della TEM con tutti gli annessi e connessi? Era proprio necessario realizzare , lì sul quel territorio già così martoriato, una cava da un milione di metri cubi di terreno? Cosa ne sarà poi di quel buco gigantesco oggi terreno agricolo? Si dice che forse, si ripristinerà il terreno ma è una ipotesi irrealistica. Ripristinare una cava con terreno di coltura, sarebbe un'operazione troppo costosa e impensabile, senza nessuna garanzia di realizzazione. E dunque ci rimarrà un nuovo buco, una cava di cui francamente non ne sentivamo il bisogno. Ma chi ci guadagna da tutto ciò? I soliti noti certo, la proprietà del terreno anzitutto, non certo i cittadini di Vizzolo e comuni limitrofi.



Non è forse il momento di terminare la continua distruzione di terreni agricoli per far posto alla cementificazione selvaggia che avvantaggia economicamente solo pochi interessi a discapito dei cittadini che hanno subito quest'opera e che ora si trovano davanti anche la cava?

Non lo so, a volte mi sento fuori dal tempo, mi dico che sto sbagliando, ma quando mi guardo intorno e vedo com'è diventato brutto e anonimo il nostro territorio, come dietro queste opere inutili ci sia una corruzione dilagante e interessi forti da proteggere, come i cittadini non possono e spesso si sentono impotenti perchè c'è sempre qualcuno che decide per loro, perchè non abbiamo politici coraggiosi e lungimiranti che abbiano una visione di sviluppo moderno e sostenibile, perchè non si comincia a pensare , nel nostro paese, alla qualità della vita , perchè all'estero, il paesaggio ha un'altra cura e l'agricoltura viene coccolata e sostenuta, allora capisco perchè quasi il 40% delle persone non voglia più votare e si sia perso l'amore per la politica quella con la P maiuscola non quella degli affari e delle grandi opere che spesso sono , da noi, anche in odore di collusione con la malavita organizzata .

Di questo passo , a causa di cave, poli logistici, urbanizzazione e opere infrastrutturali inutili che fine farà la nostra agricoltura? Non è forse proprio la nostra agricoltura di qualità una delle possibile vie d'uscita per un’ economia in continua agonia? Gli affari che stanno dietro le grandi opere hanno il sopravvento su tutto. Nuove colate di cemento si stanno abbattendo sul nostro territorio alla faccia dell'accattivante slogan di Expo 2015 “Nutrire il pianeta..energia per la vita” . Uno slogan appunto e tale rimarrà se la potente lobby delle grandi opere riuscirà , come sempre, ad anteporre l'interesse di pochi su quello di tutti. 

Luigi Visigalli
Componente coordinamento
COMITATI NO TEM

mercoledì 19 giugno 2013

IL GOVERNO FINANZIA LA TEM CON I SOLDI DEI CITTADINI

Ancora una volta viene ripetuto uno dei peggiori esempi di cattiva amministrazione pubblica: il Governo stanzia soldi pubblici per realizzare la TEM (Tangenziale Est Esterna Milanese). Ancora una volta vengono fatti fare affari alle grandi imprese private, scaricando i costi (economici, ma anche ambientali e sociali) sui cittadini, che pagheranno un'infrastruttura che non servirà a diminuire il traffico (lo farà aumentare, come tutte le grandi strade) ma danneggerà un vasto territorio e porterà inquinamento e rumore.



Con i 350 milioni di euro stanziati dal Governo si potevano comprare 70 nuovi treni pendolari.

Dobbiamo proseguire la mobilitazione per fermare questo sperpero di soldi pubblici ai danni del territorio e della salute dei cittadini. 

La TEM non deve essere realizzata!

Trascriviamo qui di seguito il testo del comunicato emesso da Legambiente Lombardia, che condividiamo pienamente.


“Ancora una volta la favoletta che ci hanno raccontato in questi anni per farci credere che le tante autostrade progettate durante “l’era formigoniana” sarebbero state realizzate solo con i soldi dei privati si è rivelata quella che è: una favola appunto, e a pagare saremo sempre noi cittadini”. Questo il commento di Legambiente alla notizia che nel “decreto del fare” varato dal Governo ci sono 350 milioni di euro stanziati come fondo per la realizzazione della Tangenziale Est Esterna Milanese. “Il Governo corre in soccorso dell’ennesima autostrada inutile che si vorrebbe realizzare in Lombardia – prosegue Dario Balotta, responsabile trasporti Legambiente Lombardia - stanziando 350 milioni che andranno direttamente agli azionisti privati di TEM, perché l’azionista pubblico: Serravalle, passata dal 32 al 20% delle azioni, ha perso il controllo due mesi fa. La Serravalle, quindi, si trova oggi grazie a questo provvedimento ancora più in difficoltà per realizzare la sua vendita. I cantieri della TEM non sono ancora partiti a pieno regime e questa nuova autostrada ha già bisogno di un importante finanziamento pubblico; con gli stessi soldi invece il Governo avrebbe potuto acquistare 70 nuovi treni per pendolari, affrontando così il vero problema della mobilità lombarda”.

L’Ufficio stampa Legambiente Lombardia

Vi segnaliamo inoltre questa iniziativa, sperando che vogliate partecipare.


MOVIMENTO NO-TEM ORGANIZZA “I CANTIERI TEM, COME FERMARLI”

Sabato 22 Giugno Dalle ore 16.00 Assemblea pubblica informativa:
Cosa rappresenta la TEM? ... Cosa vogliamo dal futuro?

Dalle ore 18.00 Proiezione del documentario “L’ETA’ DEL CEMENTO”

Dalle ore 20.00 Aperitivo/Cena: Cous-cous vegetariano e Birra cruda autoprodotta

Dalle ore 22.00 Concerto live :Terzaclasse - Diablo Tour http://www.terzaclasse.net/


Durante la giornata sarà possibile consultare la mostra fotografica itinerante “MEMORIA DEL TERRITORIO”

c/o ETEROTOPIA Spazio Pubblico Autogestito
Via Risorgimento 21 - San Giuliano Milanese

Per info e contatti:
notem.info@gmail.com --- etero@ecn.org
FB: no tem ---- eterotopia
notemsimetro.wordpress.com - eterotopia.wordpress.com

mercoledì 22 maggio 2013

SALVIAMO IL PAESAGGIO, DIFENDIAMO I TERRITORI - RILANCIAMO LA MOZIONE APPROVATA DAL FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER LA TERRA E IL PAESAGGIO

Lo scorso 4 maggio si è tenuta a Bologna l'Assemblea Nazionale del Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio - SALVIAMO IL PAESAGGIO, DIFENDIAMO I TERRITORI.

L'Assemblea ha approvato una Mozione che noi di Alba Martesana condividiamo pienamente, facciamo nostra e rilanciamo con forza, in quanto riteniamo indispensabile che tutte le Istituzioni agiscano ora per fermare il consumo di territorio e introdurre un nuovo modello di sviluppo basato sulla sostenibilità ambientale e sociale.

Sono temi a cui lavoriamo da sempre e ora più che mai sono al centro della nostra azione politica.

Dalla crisi si esce attraverso una riconversione ecologica dell'economia, non attraverso la speculazione edilizia.

Trascriviamo qui sotto il testo della mozione.

Per qualsiasi informazione è possibile consultare il sito internet del Forum: http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/



MOZIONE APPROVATA IL 4 maggio 2013 A BOLOGNA
DALL’ASSEMBLEA NAZIONALE
DEL FORUM SALVIAMO IL PAESAGGIO

Gli effetti della crisi ambientale, sociale, economica e finanziaria si sono esasperati nel corso dell'ultimo anno e mezzo, rendendo ancor più attuale e necessario il messaggio che abbiamo scelto di
racchiudere nel nome stesso della rete cui abbiamo dato vita nell'ottobre dell’anno 2011: “Salviamo il
paesaggio, difendiamo i territori”.

Per questo, le 911 organizzazioni aderenti al Forum italiano dei movimenti per la terra e il
paesaggio, che si è riunito a Bologna sabato 4 maggio 2013 per celebrare la sua terza assemblea
nazionale:

VOGLIONO ribadire con forza – chiedendo di condividere a tutti i livelli (politico, istituzionale,
associazionistico, privato) – il concetto che il suolo libero e il suolo fertile sono beni comuni degli
italiani, fondamento di tutte le funzioni ecosistemiche che stanno alla base della vita di ognuno,
dai quali si ricavano prima di tutto cibo, salute, sicurezza ambientale e bellezza, un immenso patrimonio culturale collettivo e condiviso, di questi tempi la più grande opportunità economica per la Nazione. Una risorsa insostituibile e non rinnovabile, sulla quale si può costruire il futuro del Paese e si possono creare tante opportunità di lavoro per le nuove generazioni;

VOGLIONO ribadire la necessità di considerare il valore assoluto ecologico-economico del suolo
libero e del suolo fertile;

VOGLIONO segnalare che il settore agricolo e il settore turistico, due grandi asset strategici del
Paese, generatori di cultura, benessere e ritorno economico, che sono stati troppo spesso relegati in
secondo piano da chi progetta il futuro dell’Italia, non possono prescindere dalla salvaguardia dei
territori liberi dal cemento, non consumati, non compromessi per sempre a scapito della collettività
per inseguire soltanto interessi privati.

INVITANO il governo a prendere atto che un ciclo economico fondato sul cemento che consuma nuovo suolo (libero e/o agricolo) è terminato, come ben evidenziano i dati sugli immobili costruiti negli ultimi anni e rimasti invenduti o mai immessi sul mercato (670mila, secondo Nomisma). Nel 2012 le
compravendite nel settore immobiliare sono state 444.018 e segnano un meno 25,8% rispetto al 2011
(Agenzia del territorio). Fatto 100 il dato del 2005, oggi l'indice misura 50 (fonte Banca d'Italia) e la
contrazione dei consumi di cemento tocca, a fine 2012, il meno 45% rispetto al “picco” del 2006, e un
meno 22% sul 2011 (Aitec), come confermato anche dalla scelta del principale operatore dell'industria
del cemento, che nell'ultima assemblea degli azionisti, a metà aprile, ha annunciato che ridurrà da 17 a 8 il numero degli impianti attivi sul territorio nazionale, consapevole di un trend ormai incontrovertibile.

CHIEDONO, pertanto, all'Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani), all'UPI (Unione della
Province italiane) e alle Regioni di affiancare i comitati locali di “Salviamo il paesaggio” nella richiesta a tutti i propri aderenti di portare avanti il “censimento del cemento”, secondo lo schema elaborato dal nostro Forum, utile a fornire uno strumento di valutazione che permetterà di verificare la congruità delle previsioni di nuovi insediamenti residenziali, industriali/artigianali e commerciali, e di garantirne la realizzazione solo dove essi siano davvero necessari.

INVITANO le amministrazioni comunali a voler valutare con grande attenzione la recente sentenza del
Consiglio di Stato (6656/2012) in merito alla non esistenza di “diritti edificatori” di suoli non ancora
edificati, che evidenzia la non sussistenza di alcun fondamento giuridico sulla cui base il proprietario di un terreno possa rivendicare un “diritto preesistente” (per altro già preceduta da numerosi altri casi
giurisprudenziali antecedenti). Ciò offre, inoltre, un corretto approccio al concetto di “pianificazione” in funzione dello sviluppo complessivo e armonico di un territorio, che tenga conto sia delle potenzialità edificatorie dei suoli (non in astratto ma in relazione alle effettive esigenze di abitazione della comunità ed alle concrete vocazioni dei luoghi) sia dei valori ambientali, paesaggistici, di salvaguardia delle funzioni ecologiche e dei servizi ecosistemici, delle esigenze di tutela della salute, delle esigenze economico-sociali della comunità radicata sul territorio;

IMPEGNANO, al contempo, il Governo a inserire nel calendario dei lavori parlamentari quanto prima
presso le commissioni competenti il ddl “Salva suoli”, per realizzarne - in particolare - i punti che
prevedono una moratoria triennale sul consumo di nuovo suolo agricolo e di ricondurre l'utilizzo
degli oneri di urbanizzazione alle proprie finalità originarie, togliendo queste entrate dalla capacità di
spesa corrente degli enti locali;

RICHIEDONO, contestualmente, di pensare ad una riforma del sistema fiscale finalizzata a premiare le entità e le attività che lavorano per la conservazione e la riproduzione delle risorse e del paesaggio e a penalizzare le entità e le attività che, al contrario, contribuiscono allo spoglio del Capitale Naturale e del paesaggio;

INVITANO lo stesso esecutivo a non considerare una risposta alla crisi gli investimenti in (nuove)
autostrade, da realizzare in larga parte facendo ricorso allo strumento del project financing; quello che
a prima vista è un (possibile) palliativo di fronte alla crisi dell'industria delle costruzioni rischia di
trasformarsi in un boomerang, dato che è manifesta l'incapacità di finanziamento di queste opere da
parte del sistema bancario privato, una incapacità che – come dimostrano gli esempi lombardi di TEEM e Bre.Be.Mi. – finisce col far gravare il costo delle opere sui risparmiatori (quelli che tengono il proprio denaro depositato in libretti postali e Bfp, che forniscono liquidità a Cassa depositi e prestiti, ad esempio). L'Italia non ha bisogno di 32 nuove autostrade (Altreconomia), né di meccanismi come lo sconto fiscale introdotto a fine 2012 dal governo Monti o i project bond, varati dallo stesso esecutivo nel tentativo di avviare a tutti i costi i cantieri di “grandi opere inutili e dannose”.

SOLLECITANO, dunque, la necessità di cambiare l’approccio nei confronti delle infrastrutture: da
strutture d’innesco di sviluppo a strutture che accompagnino lo sviluppo.

RITENGONO, in merito al project financing, necessaria una moratoria sull'apertura di ogni nuovo
cantiere fino alla firma del finanziamento, il cosiddetto “closing finanziario”, e richiedono un bilancio
costi-benefici serio, almeno a medio termine, che includa anche i servizi degli ecosistemi e del
paesaggio, alla base di qualsiasi proposta;

INVITANO, sempre in merito alle grandi opere, il Governo a considerare conclusa, e con esito
fallimentare, l'esperienza della legge Obiettivo, che negli anni ha visto lievitare il numero delle opere
incluse nella stessa, ma ha mostrato una scarsissima capacità di portarle a termine (secondo un
dossier del Wwf, dopo dieci anni, a metà 2011, il numero delle opere terminate era di 30 per un costo
complessivo di 4,467 miliardi di euro, che sono equivalenti ad un modestissimo 1% del valore
complessivo del Programma);

prendendo atto delle recenti dichiarazioni di autorevoli rappresentanti di primarie associazioni datoriali e sindacali (Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, Confcooperative e Fillea Cgil in primis) che sollecitano, concordemente con i nostri appelli, la necessità di riorientare il mercato edilizio verso il recupero del vasto stock immobiliare attualmente sfitto, vuoto o non utilizzato in luogo delle nuove edificazioni, INVITANO il mondo politico ed amministrativo a concentrarsi su una concreta valorizzazione del patrimonio esistente come leva sociale e anche economica - tenendo conto del sempre più urgente fabbisogno di edilizia residenziale pubblica e sociale, dunque, ponendo la pubblica amministrazione alla guida della fase di transizione senza condizionamenti da parte del libero mercato;

RICORDANO che la crisi economica attuale è anche frutto del "connubio perverso" tra finanza e
mercato immobiliare che ha trasformato le costruzioni in beni di investimento. La rendita passiva
in Italia copre il 32% del Pil (contro il 15% circa di economie più equilibrate) a scapito di settori
direttamente produttivi, della loro capacità di assorbire manodopera e di iniettare risorse attive nei
sistemi economici. Si continua a ritenere il "mattone" una leva di "crescita" mentre la grande quantità di invenduto mette in evidenza che è saltato il rapporto tra domanda e offerta e che continuare in questa direzione non può che aggravare la congiuntura negativa e allontanarci sempre più dallo sviluppo.

Vanno trovate soluzioni per limitare la rendita passiva e per controllare e redistribuire le plusvalenze
accumulate dall'immobiliare. La discussione sull'Imu, a scapito di interventi pubblici sull'occupazione o il welfare, non è che l'epilogo di una condizione dominata dalla rendita a scapito di impieghi produttivi delle risorse;

come conseguenza della contrazione negli investimenti in ambito infrastrutturale e nella produzione di
cemento, CHIEDONO di intervenire in modo adeguato in relazione al fabbisogno del materiale di
cava, promuovendo – laddove possibile – anche il riutilizzo del rifiuti proveniente da demolizioni,
oggi classificati come rifiuti speciali in modo “indifferenziato”;

SUGGERISCONO di dar corpo agli enunciati dell'Enea per il progetto di investire nel rendere più
efficienti il 35% degli edifici pubblici, consentendo il significativo avvio di una concreta attuazione di
politiche nazionali di risparmio energetico e di riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera, nonché un risparmio immediato di circa il 20% della bolletta attuale e favorire un effetto positivo sull’economia del paese, stimato in un incremento di circa lo 0,6% del PIL.

SUGGERISCONO di lasciare la strada delle “grandi opere” per dedicarsi alle “piccole opere” di
riconversione ecologica, di lotta al dissesto idrogeologico, di percorsi ciclabili panoramici attorno alle
bellezze della nostra Italia.

SALUTANO la nascita, oggi a Milano, della Rete per una #MobilitàNuova, esperienza cui hanno
aderito molte della realtà aderenti al Forum, e in particolare i molti comitati che si oppongono alla
realizzazione di nuove autostrade. Siamo convinti che un'alleanza tra pedoni, pedali e pendolari possa
portare il Paese fuori dal paradigma “autocentrico”, in particolare attraverso l'adozione di un nuovo
modello di valutazione del fabbisogno infrastrutturale del Paese, che vada a canalizzare le risorse
pubbliche disponibili verso tutti quegli interventi che favoriscono una mobilità di tipo “dolce”, nel rispetto delle funzioni degli ecosistemi e della valorizzazione del paesaggio.

lunedì 13 maggio 2013

APPELLO CONTRO LA TEM, INUTILE E DANNOSA

Pubblichiamo di seguito l'appello emesso pochi giorni fa dal dal MOVIMENTO NO TEM - COMITATO NO TEM MELZO.

Anche noi crediamo in un Paese pieno di strade e di infrastrutture inutili, opere come la TEM, la Bre.Be.Mi, la Pedemontana, la TAV (solo per citarne alcune) dovrebbero essere definitivamente accantonate, per investire invece fondi nella riqualificazione del territorio e nella lotta al dissesto idrogeologico.

APPELLO

L'Amministrazione Comunale di Melzo ha nei giorni scorsi sottoscritto l'ennesimo accordo truffa con Te SpA. La bozza di convenzione prevede l'ampliamento della cava di Pozzuolo Martesana, che insisterà per un tratto anche sul territorio di Melzo, in cambio della cancellazione di quella di Gorgonzola.



Si fa di tutto per concedere facilitazioni a Tem, fin dal famoso accordo sul sovrappasso, in cambio di ipotetiche risorse che serviranno soltanto ad allestire un bel funerale alla città, al suo territorio, alla sua socialità.




Noi siamo da sempre contro quest'opera inutile e dannosa, non a parole, ma mettendoci la faccia ogni giorno, al contrario di questi politici da quattro soldi che hanno svenduto Melzo e i loro cittadini.




La Lombardiia è piena di cave, un disastro ambientale contro cui hanno lottato e lottano solo i comitati di cittadini coinvolti in questo scempio...se Te SpA vuole realizzare la sua vergogna, che prelevi la terra dalle troppe cave già esistenti. 


Se non fosse che non hanno dignità, nè politica nè intellettuale, si chiederebbe a sindaco ed assessori di dimettersi per avere agito contro gli interessi dei cittadini e del nostro territorio.



Chiediamo all'opinione pubblica melzese di reagire contro la politica del malaffare, senza progettualità ed idealità e totalmente assente rispetto ai veri problemi di lavoratori, pendolari, studenti, disoccupati e nuove povertà.

MOVIMENTO NO TEM - COMITATO NO TEM MELZO

Per visionare l'evento si facebook clicca qui.